Towards the Unknown

THE UNFOLDING OF THE MIGRANTS

Unknown # 20

Luogo e anno dell'intervista   Como 2016

 

Iniziali di nome e cognome   A.C.

Sesso   Maschio

Qual è il tuo paese di origine?   Costa d’Avorio

Qual è la lingua del tuo paese di origine?   Maninka, djoula

Quanti anni hai?   26

Dove abiti?   Como

Sei in questo luogo tutto l'anno?   Si

Se ti sposti da qui perché lo fai e dove vai?   A volte vado a Bergamo a trovare un mio amico

Di cosa si vive nel tuo paese di origine?   Cacao, caucciù, banane, pesca

Nel tuo paese vivevi in famiglia? Quanti eravate? Si, abitavo con mio padre, le sue due mogli ed i miei fratelli e sorelle. Nel complesso eravamo in 7.

Hai conseguito un titolo di studio nel tuo paese di origine?   No, ma ho frequentato la scuola per dieci anni 

Quale era il tuo lavoro nel tuo paese di origine?   Conducevo taxi

Vorresti continuare a fare lo stesso lavoro in Italia?   Si

Chi ti manca di più del tuo paese di origine?   I miei amici

Nel complesso in che condizioni vivevi nel tuo paese di origine?   Fintanto che mio padre era vivo le condizioni erano buone, dopo la sua morte sono peggiorate. Non c’era più nessuno che potesse pagare i miei studi e sono stato costretto ad abbandonare la scuola.

Perché hai lasciato il tuo paese di origine?   Ho lasciato la Costa d’Avorio perché non c’era più nessuno che mi sosteneva economicamente. I miei genitori sono morti da diversi anni: mia mamma quando avevo quattro anni e mio padre nel 2013. Quando mio padre morì io cominciai a condurre il suo taxi. Facendo delle corse e guadagnando qualcosa riuscivo ad aiutare anche il resto della famiglia. Giunto il momento della divisione dell’eredità, circa sei mesi dopo la sua morte, fui escluso dalla successione perché mia madre non si era mai sposata con lui. La famiglia paterna insisteva nel dire che questa decisione era stata presa in osservanza della religione islamica. I parenti di mio padre, che abitavano in Guinea (lui era originario di quel paese), mi presero il taxi. Dovetti lasciare la casa dove abitavo e andai a vivere con i miei amici. Guadagnavo poco facendo dei lavoretti e conducendo taxi. La mia nonna materna, la donna che si era presa cura di me a Bangolo in seguito alla morte di mia mamma, morì poco tempo dopo. Al suo funerale incontrai mio fratello maggiore (siamo fratelli dalla parte materna). Gli spiegai la mia situazione e lui mi disse che lavorava in Libia e che avrei potuto recarmi lì con lui. Decisi quindi di partire.

Cosa ha significato per te lasciare le tue radici?   La mia vita non aveva nessun senso in Costa d’Avorio: le persone che consideravo la mia famiglia mi avevano abbandonato. Ero triste perché lasciavo i miei amici.

Chi ti ha parlato dell'Italia e magari suggerito di venire qui?   Nessuno mi aveva parlato dell’Italia, ho lasciato la Costa d’Avorio per andare a lavorare a Tripoli. Ed infatti una volta arrivato nella capitale libica cominciai a lavorare con mio fratello. Ero per lo più sui tetti dove, utilizzavo un bruciatore a gas per coprire ed isolare le superfici tramite cartone catramato. Guadagnavo bene, condividevo l’abitazione con mio fratello e dormivamo in due stanze separate. Lui frequentava una ragazza libica, ma la famiglia di lei decise di darla in sposa ad un altro uomo. Lei non accettò e scappò da loro e venne a vivere con mio fratello. La sua famiglia si arrabbiò molto con mio fratello, gli spiegarono che vivere insieme ad una donna al di fuori del matrimonio era proibito, lo minacciarono e avrebbero voluto fargli del male. Si ripresero la figlia. A seguito di questi fatti mio fratello mi propose di lasciare la Libia, io gli dissi che sarei potuto partire insieme a lui e sottolineai che non avrei mai preso una piccola barca per raggiungere l'Italia. Mi rassicurò dicendomi che aveva un amico che faceva sovente questo viaggio su di una grande imbarcazione. Restare in Libia senza di lui del resto non avrebbe avuto senso. Gli chiesi di farmi sapere quando sarebbe voluto partire.

Come sei arrivato in Italia?    Un venerdì un ragazzo libico venne a prendermi a casa, mio fratello mi disse che sarei dovuto andare insieme a questa persona al porto presso la zona degli imbarchi e che lui mi avrebbe raggiunto in seguito. Gli lasciai i miei soldi, lui si sarebbe occupato di fare il cambio di valuta prima di venire al porto. Non lo vidi arrivare, lo chiamai e mi disse che sarebbe arrivato il sabato. Trascorsi la notte di venerdì nella zona portuale e la giornata di sabato la passai da solo con il ragazzo libico: mangiavamo e parlavamo. La notte di sabato il giovane mi disse di salire su di una barca e mi rassicurò che mio fratello mi avrebbe raggiunto. Vidi un gommone lungo circa sette metri, lo stavano gonfiando. Vi fecero salire dei ragazzi africani che si lamentavano, non volevano partire ma degli uomini li minacciarono e maltrattarono per costringerli a salire a bordo. Chiesi di mio fratello ed il libico mi rassicurò dicendomi che sarebbe arrivato. Avrei voluto chiamarlo ma non c’era il telefono. Anche io fui obbligato a salire. Il gommone partì. Viaggiammo tutta la notte con l’acqua che entrava poco alla volta nello scafo; le persone, tra cui un paio di donne,  piangevano. La mattina presto avvistammo una barca di Medici Senza Frontiere che ci mise in salvo su di un'altra imbarcazione. Qui vennero curati molti di noi che stavano male.

Quanto tempo è durato il viaggio dal tuo paese di origine all'Italia?   Ho lasciato la Costa d’Avorio il 5 gennaio 2015 e sono arrivato in Libia il 27 gennaio 2015. Sono partito da Tripoli a fine giugno ed arrivato in Italia a Catania la mattina del terzo giorno di viaggio.

Che paesi hai attraversato per arrivare in Italia?   Burkina Faso, Niger, Libia

Come è stata la tua esperienza di viaggio?   Il viaggio dalla Costa d’Avorio alla Libia è stato difficile: l'ho percorso in bus sino al Niger e poi su di un 4x4 che si rompeva sovente nel deserto. Inoltre di frequente dei libici ci fermavano e chiedevano soldi per lasciarci passare. Il viaggio da Tripoli all’Italia è stato ancora peggio: credevo che sarei morto, non avevo forze per fare nulla, continuavo a vomitare, ero semplicemente sdraiato e vedevo il gommone riempirsi di acqua e persone che provavano a gettarla fuori

Quanto hai speso per venire in Italia?  Non ne ho idea, immagino abbia pagato mio fratello, ma non lo so.

Con chi sei arrivato in Italia?   Con degli altri africani che non conoscevo, c’erano senegalesi, gambiani, un mauritano

Da quando sei in Italia?   Dal 1 luglio 2015

Cosa speravi di trovare in Italia?   Speravo di dare un senso alla mia vita

Cosa ti piace dell'Italia?   La lingua

Cosa non ti piace dell'Italia?   Non amo i razzisti e le ingiustizie che permettono di restare in Italia a migranti che raccontano delle bugie

In quali città sei stato in Italia?   Catania, Como, Bergamo, Milano

Da quando sei in Italia chi ti ha aiutato maggiormente?   Lo stato italiano

Qual è stata l'esperienza peggiore che hai vissuto in Italia?   Non ho mai avuto esperienze negative

Cosa pensi di poter offrire a questo paese?   Potrei fare in Italia il lavoro che svolgevo prima

Sei consapevole di quanto sia importante il tuo lavoro per l'Italia?   Al momento non ho un lavoro

Quali sono le cose che ti ostacolano in Italia?   La mancanza di documenti

Quali sono i tuoi punti di forza?   Sono intelligente, sono coraggioso in tutti i sensi, sono simpatico e pratico sport

Vorresti tornare nel tuo paese di origine? Subito o tra qualche anno?   Un giorno, quando avrò una vita normale, vorrei rivedere la Costa d’Avorio

Che lavoro fai qui?   Non sto lavorando perché non ho i documenti. Sto frequentando un corso di cucina

Quanto dista il luogo dove lavori da dove abiti? Quanto tempo impieghi ad arrivare al posto di lavoro?  -

Che orari di lavoro fai?   -

Riesci a mandare dei soldi alla tua famiglia rimasta nel tuo paese di origine?   -

La tua famiglia, rimasta nel tuo paese di origine, sa dove abiti e che lavoro fai qui?   Non ho più nessun familiare in Costa d’Avorio. Mio fratello è ancora in Libia a Tripoli. Una volta arrivato a Como lo chiamai e appena lui sentì la mia voce disse ‘Dieu merci’. Io gli chiesi perché aveva messo la mia vita in pericolo e lui mi rispose che lo fece solo per salvarmi. Non gli ho mai creduto. Non l’ho mai più sentito. Lui non ha il mio numero di telefono.

Sei qui con la tua famiglia (moglie, figli...)?   No

Se i tuoi figli abitano in Italia, gli hai insegnato la lingua del tuo paese di origine, solo l'italiano o entrambe?   -

Vorresti che la tua famiglia venisse in Italia?   Magari in un futuro vorrei mi raggiungesse mio fratello, ma non ora

Consiglieresti ai tuoi amici che abitano ancora nel tuo paese di origine di venire in Italia?   Non lo consiglierei perché il viaggio è pericoloso, è meglio che viva la sua vita in Costa d’Avorio

Come ti trovi con le persone di altri paesi che abitano dove abiti tu?   Bene, sono tutti gentile con me

Se avessi una bacchetta magica cosa cambieresti della tua vita?   Vorrei avere una vita normale: essere al sicuro, in salute, avere un lavoro

Di cosa hai più paura adesso?   Ho paura di non passare la Commissione

Cosa vuoi fare nella tua vita prima di morire?   Vorrei avere una bella vita, con una famiglia e dei figli

Cosa pensi degli italiani che cercano di aiutarti?   Devo essere coraggioso come loro per poter meritare quanto mi vogliono offrire

Di quale tipo di assistenza avresti bisogno oltre a quella che già ricevi?   Formazione professionale che mi possa agevolare per trovare un lavoro, il primo passo per avere una vita normale

Lascia un messaggio a tutti gli italiani   Vi ringrazio per accogliere gli immigrati come noi e darci un’altra ragione di vita