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KHEIMA - ESTERNI

La kheima protegge, nasconde, ospita uomini e donne bisognose di accoglienza, raccoglie persone e piccoli animali, custodisce beni preziosi ed in ultimo narra storie che qualche volta permette al vento o a una semplice ragazza come me di narrare.

Questo spazio disadorno dove il letto è una semplice stuoia e gli armadi sono vecchie valigie, è l'abitazione delle popolazioni nomadi mauritane ed è considerata da secoli simbolo del loro patrimonio culturale e espressione privilegiata dell'ospitalità tipica della loro società. Il legame della gente mauritana con la tenda è viscerale e indissolubile, gli abitanti della città che hanno vissuto per anni nella brousse in occasione delle vacanze non vedono l'ora di trasferirsi nelle zone desertiche fuori città stipando nei loro vecchi Mercedes la tenda che monteranno all'aperto rinnovando il contatto diretto con la natura. La ritroviamo anche nei centri urbani dove, nei cortili interni di case in muratura, la famiglia si raduna di sera per la cena in compagnia di amici per godere del fresco.

Le sue dimensioni variano a seconda del nucleo familiare; la base è a forma rettangolare e tendenzialmente il lato più corto è di circa 5 metri di lunghezza. All'esterno è costituita da almeno due strati di tessuto di cotone écru accoppiati tra loro e cuciti a mano dalle donne, mentre all'interno lungo la fascia perimetrale si preferisce usare a scopo decorativo un tessuto colorato con disegni geometrici o floreali dalle tinti sgargianti tipiche del centro Africa. I suoi teli vengono ancorati al suolo con delle corde legate a picchetti, mentre la sua sommità a forma piramidale è sostenuta da un robusto palo di legno posto centralmente che poggia su di una piccola base di legno o pietra. Ogni tenda ha bisogno di una costante manutenzione e di interventi parziali di rinnovamento, mentre ogni 3-4 anni i tessuti esterni che vengono più facilmente lacerati devono essere sostituiti integralmente.

Viene eretta nel momento in cui si forma un nuovo nucleo familiare, ma gli sposi vi entrano solo dopo la nascita del primo figlio, che deve avvenire nella kheima della madre della sposa.

Sovente nella sua prossimità ne scorgiamo di altre, distanti comunque qualche centinaio di metri, perché la cooperazione e il legame tra gli individui di diversi nuclei familiari è molto forte e gli spazi che presentano delle condizioni favorevoli all'accampamento non abbondano in una terra per lo più desertica.

E' solitamente usata nella stagione invernale poiché permette di aprire la parete laterale che si trova sottovento garantendo una buona areazione senza che la sabbia penetri all'interno. Il lato aperto rende possibile altresì di monitorare e curiosare gli spostamenti di animali e vicini che avvengono nei paraggi. In caso di venti particolarmente forti le donne aggiungono prontamente dei teli di rinforzo sul versante sopravvento. I pastori nomadi che la abitano spostano sovente la posizione del loro campo in base alla stagione, alla disponibilità di pascolo per le loro bestie, sempre in prossimità ad un pozzo. La tenda è quindi facilmente smontabile per essere trasportata sul dorso di un dromedario o di un asino e ricollocata altrove.

I nomadi più ricchi in estate preferiscono abitare nella zeriba, una capanna costituita da una struttura in legni intrecciati ricoperta da canne e paglia e circondata spesso da un recinto spinoso per tenere lontani gli animali, in particolare le capre che si nutrono volentieri della paglia costituente i muri dell'abitazione. La zeriba garantisce temperature più fresche e protegge maggiormente dalle piogge. Al contrario della tenda ha una collocazione permanente; anche se resta incustodita per mesi i suoi spazi e gli oggetti che contiene restano rispettati.